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Andrea Joshua Asnicar: Il 'bello' dei cervelli in fuga che promuovono l'Italia nel mondo

Asnicar ha un talento innato per stare davanti e dietro la telecamera, e non mette limiti alla sua versatilità e al coraggio di sperimentare, puntando all'eccellenza.

· TALENTO PURO,12LIFE

>Di Nick Bartolini>>

Ha lasciato l'Italia dopo aver ripercorso e valorizzato la sua terra, le sue montagne e le sue radici in una web fiction. In pochi anni si è stabilito in Australia - uno dei luoghi più complicati dove andare a vivere come straniero. E ha dato corpo ai suoi progetti di vita. Joshua Asnicar ha un talento innato per stare davanti e dietro la telecamera, e non mette limiti alla sua versatilità, (è appena uscito un LP prodotto con il cugino musicista). Dall'altra parte dell'emisfero ha fondato una società che lavora solo con donne toste e in carriera; sogna una famiglia numerosa e ha appena ricevuto l'ennesimo attestato da critica e pubblico per i suoi lavori. Intenso, geniale, affascinante non disdegna cazzeggiare con gli amici, che finisce col coinvolgere in progetti off limits; respirare aria buona, e farsi ispirare dalle 'sue' montagne e foreste.

Quanto ha influito il tuo desiderio di un progetto di vita come regista sulla tua vita personale
Tanto, probabilmente a livello subconscio. Ho sempre voluto spingermi verso il nuovo e in questo caso l'idea di crescere come regista era sempre con me. Appena arrivato a Melbourne mi sono buttato in meet-up, convegni e a conoscere persone nel mio stesso campo. Quando decidi una direzione, e quell’esatto percorso diventa importante, cominci a fare tutta una serie di altre scelte che in un modo o nell'altro, influenzano quello che fai. Non penso che nessuno di noi sia sempre convinto al 100%, ma subconsciamente ci muoviamo nella direzione che ci attira di più.

Le tue priorità di oggi, sono diverse da quelle di 5 e 10 anni fa?
Sicuramente sono cambiato tantissimo nel giro di 5 anni. Soprattutto gli ultimi anni tra i 27 e i quasi 30, tutta una serie di cose hanno cominciato a cambiare. Fai tue maggiori responsabilità, il tuo percorso diventa più chiaro e ti auto definisci come persona nel suo interno. Cinque anni fa ero ancora nel mio periodo sex, drugs and rock'n'roll, perso e arrogante come la maggior parte dei giovani alla mia età… Ma è andata bene cosi: l’esperienza di gruppo ti fa capire meglio le tue priorità adulte.

Vincitore del Premio Talento Puro 2020, Asnicar è in lizza per la presidenza di RCCove, struttura che unisce 400 giovani creativi da tutto il mondo.

E’ importante il vissuto di una persona perché sia un bravo regista...
Si, assolutamente. I film parlano di emozioni, ti mettono in situazioni dove il dramma umano è fondamentale. Se non hai vissuto sulla tua pelle tutta una serie di esperienze, la tua abilità di plasmare la pellicola si riduce. Non è che non riesci a fare un film. Ma la qualità si alza. Non è un caso che i migliori registi, scrittori e artisti creano i propri masterpieces solo dopo i 40 anni, poi ci sono le eccezioni che confermano la regola.

Quali sono le tue fonti di ispirazione
Steven Spielberg ha influenzato in un modo o nell'altro tutti noi. Personalmente adoro lo stile di Martin Scorsese e anche quello di Tarantino; Il mio film preferito è sempre stato "The Tree Of Life" di Terrence Malik. Cristopher Nolan è un genio, insieme a Paul Thomas Anderson. Sono un appassionato di film noir, ma sono cresciuto con miti e leggende della montagna, quindi il mio genere è il mistery thriller.

Tu scrivi, dirigi e produci. Nell’ordine, se dovessi scegliere, quali sono le attività irrinunciabili che comporranno la tua carriera in definitiva?
Ritengo che le attività che ti fanno avanzare nella carriera, anche artistica, alla fine non siano quelle di successo, ma le altre. Anche le peggiori. L'abilità di ricevere e accettare feedback duri, quasi spietati, senza demoralizzarti, ma mettendoli a frutto. Sapere che cadere, non significa sprofondare, ma esigere di rialzarsi… Essere capaci di rielaborare un progetto, una strategia da capo, e recuperare terreno il più velocemente possibile, anche quando sembra che nessuno creda più in te… Ecco ciò che ritengo fondamentale . Altro passo cruciale è quello di riuscire a creare le tue regole, la tua etica del lavoro, e dedicare porzioni della giornata al "deep work". Quello stato profondo dove sei completamento concentrato su ciò che fai, visceralmente, mentalmente. Mindfulness alla massima intensità. E ultima, ma non meno importante, l'abilita di costruire valore per gli altri, ad ogni livello della scalata che ci aspetta.

Sono sempre cresciuto circondato da donne forti e con spirito imprenditoriale.

Hai fondato un’azienda che sviluppa e supporta le iniziative di imprenditrici donne: cosa ti ha spinto a scegliere questo target?
Sono sempre cresciuto circondato da donne forti e con spirito imprenditoriale. Da mia mamma a mia zia, a mia nonna che ha venduto le vacche per comprare una trattoria in paese. Quando sono tornato a casa dopo aver lavorato con donne CEO in Australia, ho riscoperto la mia famiglia. Ho cominciato a comprendere e percepire le donne della mia vita in modo diverso. Non ho mai raccontato la storia della mia famiglia, di quanto forti e di quanti sacrifici hanno fatto le mie donne. Ho realizzato che è importante per le donne avere l'abilità di condividere la propria storia… Per questo le supporto perché possano raccontarla.

Sei cresciuto con molte donne del passato. Il tuo modello di donna oggi?
Fondamentalmente una persona che né accetta scuse, né le riconosce a se se stessa. Consapevole tanto da riconosce la forza della propria vulnerabilità. Determinata, che guarda al futuro con meraviglia e passione, che è sempre pronta alle sfide.

Prima la carriera o prima la famiglia?
Perché non entrambe? Questa idea che non puoi avere una carriera e una famiglia allo stesso tempo, sta uccidendo un sacco di progetti di vita. È vero che diventa difficile organizzare entrambe, ma se hai una conversazione onesta e sincera con il tuo partner, dove ognuno decide, e accetta, quali sacrifici fare, si possono avere entrambe le cose. Molte delle mie cliente hanno business da milioni di dollari e famiglie fantastiche.

Ti sei fatto conoscere con una web series dedicata alle tradizioni e alla lingua della tua terra: un esordio che è piaciuto a pubblico e critica

Riguardarla adesso mi va venire la pelle d'oca, tecnicamente inclassificabile. Però mi ricorda tutte le estati passate a filmare. Sono sempre stato un fan delle leggende e storie del mio paese. Sono completamente innamorato della tradizione italiana, ed era naturale che il mio primo progetto fosse legato alle mie radici

Tre attori che vorresti dirigere
Daniel Day Lewis, che si è ritirato ormai, è un genio. Punto.
Tom Cruise, perché è una powerhouse e sembra incredibilmente innamorato del suo lavoro.
Nuovi che lavorano oggi… Probabilmente Adam Driver: le sue performance, valorizzate dalla nicchia dei film indie, sono un capolavoro continuo.

Sono completamente innamorato della tradizione italiana, ed era naturale che il mio primo progetto fosse legato alle mie radici.

Ora dimmi tre attrici...
Scarlett Johansson, grandissime attrice, che però ha spesso avuto ruoli solo per la sua bellezza.
Kate Winslet che ha un range incredible. Sicuramente Margot Robbie, perché è riuscita a incanalare la sua fama e costruire la sua production house non restando imprigionata nel ruolo di "pretty blonde".

Un film che avresti voluto scrivere e dirigere
Ci vorrebbe un anno a listare tutti quelli che mi piacerebbe aver scritto e diretto. Probabilmente The Matrix. Rivoluzionario, con uno stile impeccabile, potente.

Se curiosassimo nella tua videoteca personale, quali sarebbero i primi 10 film che reputi irrinunciabili… I tuoi must have
In ordine: The Tree Of Life, The Matrix, Good Fellas, There Will Be Blood, Blade Runner 2049, Minority Report, The Village, Atlantis: The Lost World, Inglorious Bastards, Saving Private Ryan.

Cinema o tv? Come professionista e come spettatore

TV. Al giorno d'oggi una serie tv ti permette di esplorare personaggi, situazioni, temi e archi narrativi in modo molto più approfondito di un film. Ma il film resto una esperienza unica che puoi vivere e condividere al cinema con altre persone. Amo andare al cinema come spettatore, sedermi e dedicare tutte le mie energie a un film.

Subito dopo l’Accademia di Belle Arti hai lasciato l’Italia per trasferirti in Australia. Una scelta fuori dagli schemi rispetto a chi solitamente si sposta a Londra o a New York
L'Australia è una nazione con meno competizione rispetto alle altre megalopoli. Non avevo mai pensato di restare cosi a lungo, ma a livello economico si sta bene qui. Le crisi non ci raggiungono nello stesso modo, tutto sembra piu rilassato e meno frenetico. Un luogo come questo ti da la possibilità di lavorare su te stesso, creare un network e preparare la tua ‘rampa di lancio’ con energia e dedizione mai sprecate.

Che cosa hai trovato di buono e che cosa invece ti ha deluso nella terra dei canguri
Di buono c'è l'opportunità e l'abilità di poter fare quello che vuoi. La multiculturalità è un enorme plus di questa terra, con persone da tutto il mondo che mescolano la propria cultura tra cibo, musica e tradizione. Purtroppo non sono un amante del paesaggio. Io ho bisogno delle montagne, foreste di abeti e neve. Qua la loro montagna più alta è 2228 metri… Sembra una collina.

In tempi incerti ci vuole un piano B. Tu ne senti l’esigenza, sei preparato: oppure sarai un regista duro e puro fino alla fine

Bisogna sempre avere diverse strade da prendere. Non lo vedo come un piano B. Diventare un regista è difficile e richiede tempo. Lo dico sempre, son dentro a questo gioco per i prossimi 40 anni. Ci vuole pazienza, lavoro duro e continuare a creare qualità, valore. Abbiamo più opportunità che mai nel mondo moderno per far notare il nostro talento. Dall'altra parte, bisogna riconoscere che devi vivere e pagare le bollette. Sono fortunato: come lavoro faccio quello che è il mio sogno, creare video usando la mia abilità di storyteller. Non è essere un regista anche quello?

Hai ottenuto molti riconoscimenti. Recentemente anche il premio Talento Puro, a coronamento delle tue performance come regista, del tuo talento e spirito di iniziativa.
Sono onorato di aver ricevuto il premio Talento Puro che ho usato per sviluppare il mio brand personale come regista. Questo premio è un onore ma anche una responsabilità. Raccontare storie ti da la possibilità di cambiare le opinioni della gente intorno a te. Talento Puro ti permette di raggiungere un pubblico più vasto ed è per questo che la qualità del mio lavoro deve essere all'altezza.

Hai dimestichezza con la motivazione e con le nuove tecnologie di crescita e sviluppo personale. Come è nata questa passione, e quali sono i tuoi esempi/professionisti che ti ispirano e dai quali hai imparato attivamente
Il mio viaggio nel mondo del self-help e sviluppo personale è cominciato con un libro ordinato su amazon quando ero ancora in Italia, chiamato Mastery, di Robert Green. Da li, si è aperta la spirale che mi ha risucchiato dentro ad alta velocità. Libri su libri, video su video. Ma dopo aver letto centinaia di libri ti rendi conto che ce ne sono pochi di veramente buoni e sopratutto gli autori sono sempre gli stessi: Robert Green, Ryan Holiday, Tony Robbins, Steven Pressfield, Jack, Cal Newport… Senza tralasciare i classici: Marco Aurelio, Seneca.

Sei arrivato sino a qui con le tue forze. C’è qualcosa o qualcuno che ha positivamente supportato il tuo cammino?
Decine di persone, nel piccolo e nel grande, mi hanno aiutato enormemente. "Stiamo in piedi sulle spalle di giganti" è una delle frasi che descrivono al meglio il modo in cui ogni persona ottiene quello che ha. Seguiamo il percorso aperto da uomini prima di noi.
 

Tra dieci anni che Joshua incontreremo?
Maturo, con una famiglia numerosa, e in mano due biglietti per andare a vedere il suo prossimo film al cinema.

IL tuo motto, o mantra, che è anche il tuo manifesto programmatico:
"You can't always get what you want, but sometimes, you get what you need" da una canzone dei Rolling Stones

 

Vincitore del Premio Talento Puro 2020, Asnicar è in lizza per la presidenza di una struttura che raccoglie 400 giovani creativi da tutto il mondo.

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